Come potare pero e melo? I consigli per te

Come potare pero e melo? I consigli per te

Peri e meli sono tra le piante da frutteto più coltivate in Italia. Ecco perché abbiamo pensato ad una breve guida per darti le basi di potatura delle pomacee.

In Novembre e Dicembre le pomacee (pero e melo) cessano l’attività vegetativa, in tutta Italia, attraverso la fase di “caduta delle foglie”. Dopo di che si passa alla fase di “gemmatura d’inverno”.

Dato che per una buona parte di questo bimestre gli alberi sono in pieno riposo vegetativo, ti conviene riordinare il frutteto ed estirpare le vecchie piante, soprattutto se le temperature non sono particolarmente rigide.

I primi due mesi del nuovo anno, gennaio e febbraio, sono i più freddi e il gelo può essere intenso, specialmente nelle regioni settentrionali. Bisogna potare gli alberi da frutto in giornate asciutte, con temperature sopra lo zero: il lavoro di potatura risulterà così più agevole e richiederà meno sforzo per i tagli, rispetto alle giornate di gelo.

Ricorda che melo e pero fanno i frutti sui rami vecchi a differenza di altre piante da frutto.

Cos'è la potatura di produzione?

Ci sono vari tipi di potatura, ora parliamo della potatura di produzione. Intanto cosa significa? Questo tipo di intervento si fa per avere frutti di qualità e quantità migliore.  La potatura di produzione si può eseguire per tutto il bimestre gennaio-febbraio, escludendo i periodi di gelo intenso. Ricorda che i danni da freddo sono più probabili su piante potate, che su piante ancora integre!

La potatura si deve eseguire regolarmente tutti gli anni per evitare l’eccessivo infittimento della chioma, per regolare la carica produttiva, per migliorare la qualità delle mele e per diminuire il naturale fenomeno dell’alternanza di produzione a cui vanno soggette la maggior parte della varietà. Per questa operazione, potrai utilizzare Forbici da Potatura e Troncarami. Se hai lasciato crescere l'albero per molto tempo, affidati ad un Potatore Telescopico, che raggiunge circa i 3 metri di altezza, oppure ad uno svettatoio telescopico.

Gestione del suolo nel frutteto

La gestione del suolo del frutteto ha varie possibiltà, come l'inerbimento totale, che consiste nel lasciare a erba lo spazio tra le file. Un'altra alternativa è la pacciamatura che in questo caso avviene col il nylon nero che ha la funzione di proteggere le piante. Si può anche ricorrere al diserbo totale o alla lavorazione dello spazio tra le fila.

In ogni caso prima dell’inizio dei lavori di gestione del suolo, devi liberare il frutteto dalla ramaglia a terra derivante dalla potatura, poiché intralcia il transito delle attrezzature meccaniche. Se la potatura è stata severa, con tagli di grossi rami, potrai recuperare i pezzi di maggiori dimensioni e farne legna da ardere. Anche la ramaglia più minuta può essere usata per questo scopo e in tal caso va accatastata in un luogo al riparo dalla pioggia.

Il metodo di smaltimento più diffuso, per la piccola ramaglia, è la trinciatura, attraverso innovativi biotrituratori. Questi mezzi sminuzzano i rami lasciandoli sul terreno, dove lentamente si trasformeranno in sostanza organica, utile per la fertilità del suolo. Invece non devi procedere alla trinciatura in loco della ramaglia, se sono stati tagliati numerosi rami colpiti da cancri rameali di origine fungina o batterica, perché potrebbero infettare alte piante. La trinciatura infatti non devitalizza gli agenti di tali malattie, i quali, possono portare nuovi attacchi sugli alberi dal materiale di risulta lasciato a terra.

Controlla sempre i rami tagliati e fai attenzione ai fori nelle parti legnose che possono indicare la presenza di rodilegno, specialmente giallo e rosso. In questo caso è necessario asportare i rametti colpiti, eliminando con essi anche le larve presenti al loro interno. Puoi usare un seghetto. Altra avversità molto facile da riconoscere durante i mesi freddi è il colpo di fuoco batterico. I rami colpiti si distinguono bene perché hanno ancora le foglie attaccate, secche e di colore scuro: questi vanno tagliati ad almeno 70 cm dal sintomo e poi bruciati.

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