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Come progettare un giardino fai da te: idee da copiare

15 Marzo 2021
Come progettare un giardino fai da te: idee da copiare

Progettare un giardino non è certo cosa semplice e richiede l’intervento di tecnici specializzati per lo studio e per la realizzazione. Tuttavia cercheremo in queste poche righe di gettare le basi per indirizzare verso scelte oculate e consapevoli. Le scelte iniziali richiedono molta attenzione in quanto poi andranno a ripercuotersi sul risultato finale, sia in termini estetici che in termini di gestione e di costi.

Per prima cosa si andrà a valutare lo stato del sito in cui realizzare il giardino, oltre alle caratteristiche paesaggistiche del contesto in cui dovrà essere inserito. Nella prima fase, infatti, si andranno ad eseguire dei rilievi per capire l’estensione della superficie a disposizione, la conformazione, la forma dell’appezzamento ed eventualmente si rileveranno le caratteristiche delle piante già presenti.

Si procederà poi considerando le caratteristiche chimico-fisiche del terreno e, dove possibile, se si è di fronte ad una superficie importante, si eseguirà anche un’analisi del terreno, per capire alcuni parametri di base (tessitura, pH, contenuto di sostanza organica, contenuto in macro-elementi, ecc.) che ci torneranno utili per la scelta delle specie di piante da giardino da mettere a dimora, per capire le modalità di irrigazione e non ultimo le concimazioni da effettuare nel nostro terreno.

Preparazione del terreno

Per quanto riguarda le lavorazioni iniziali del terreno, si procederà prima ad una aratura profonda, o comunque uno scasso del terreno appena possibile, ad una profondità anche di 50-70 cm, se il terreno è particolarmente tenace e se è da molto tempo che non viene lavorato. Per fare questo è possibile ricorrere all'utilizzo di assolcatori e aratri, attrezzi che assicurano al lavoratore risultati eccellenti. È importante fare questo lavoro lasciando passare almeno un inverno dall’aratura, per permettere la disgregazione delle zolle grazie all’azione del ghiaccio, per favorirne la porosità, per diminuire il potenziale sviluppo di piante infestanti e per favorire la permeabilità.

In autunno si procederà ad una concimazione di fondo con concimi organici pellettati o con concimi minerali ternari, avendo cura di interrarli bene. In questo periodo occorre osservare il terreno con attenzione quando piove intensamente, per capire se esistono eventuali ristagni idrici da eliminare, con una corretta baulatura (sistemazione del terreno che crea le giuste pendenze nella superficie). Questo è importante per evitare che, nelle stagioni piovose, non si vadano a creare situazioni di ristagno superficiale dannose sia per le piante che per il manto erboso.

Lo sgrondo dovrà essere effettuato dando una leggera pendenza al terreno verso pozzetti predisposti, o predisponendo una serie di tubi di drenaggio sotterraneo collegati a pozzetti per l’eliminazione delle acque in eccesso. Sicuramente in terreni sabbiosi il problema dell’accumulo di acqua sarà limitato, ma in terreni limosi o argillosi il fenomeno sarà da valutare con maggiore attenzione.

Impianto di irrigazione giardino

Inoltre, un elemento da predisporre in partenza sarà sicuramente un impianto di irrigazione adatto, viste le stagioni con precipitazioni sempre più concentrate in periodi brevi, alternati a periodi siccitosi. L’impianto di irrigazione molto spesso è sotterraneo e prevede uno studio preliminare che dovrà soddisfare tutte le esigenze in termini di copertura della superficie e di portata. Per questo si dovrà valutare la quantità d’acqua disponibile per l’approvvigionamento, in base anche alle ordinanze comunali.

Per ovviare a questo, se la quantità d’acqua non è sufficiente, si può predisporre un sistema di raccolta delle acque piovane. Ad ogni modo, in terreni tenaci o di medio impasto, magari con una falda freatica non molto profonda, si potrebbe anche pensare di non predisporre un impianto di irrigazione, ma di operare con semplici irrigazioni di soccorso nei periodi più siccitosi.

Irrigazione del giardino

Fatto questo, si andrà a valutare la funzione che il giardino vuole avere, la fruibilità che si vuole ottenere e, non da ultimo, le disponibilità economiche e di tempo per la creazione e per il mantenimento dello stesso. Il giardino, come già detto, dovrà essere pensato in base anche all’uso che se ne dovrà fare.Si dovranno quindi predisporre le eventuali aree pavimentate o ghiaiate dove posizionare un gazebo, le aiuole, le panchine, i punti luce ed eventualmente lo spazio per una piscina, o una zona magari nascosta da occhi indiscreti da utilizzare per prendere il sole.

Anche il contesto in cui si trova il giardino è molto importante. Se ci troviamo vicini magari ad una strada, dovremo tener conto del rumore e anche delle polveri inquinanti che possono oltrepassare il confine. Per ovviare a questo inconveniente, si potrà piantare una siepe o un filare di piante alternate, che avranno quindi non solo una funzione estetica, ma anche di barriera contro tali agenti.

Come scegliere le piante per il giardino

Le piante generalmente sono classificate in piante erbacee, arboree e arbustive. Le piante arboree e le piante arbustive (più piccole) devono essere messe a dimora nei mesi di riposo vegetativo, in novembre, dicembre, gennaio, febbraio, massimo a marzo-aprile per le piante con pane di terra. Quindi si consiglia, una volta scelte le specie, di verificare la disponibilità dal rivenditore o vivaista, anche per ricevere note tecniche in merito e per avere un preventivo sulla spesa.

Le piantine piccole in alcuni casi si trovano anche a radice nuda, soprattutto se si scelgono alcune piante da frutto, molto attuali nei giardini moderni, o si trovano con pane di terra in vasi di varie dimensioni. Quello che si consiglia è di rivolgersi a persone competenti e di scegliere piante da giardino sane, con foglie non malate, prive di rosure o rotte (se si tratta di sempreverdi, per le caducifoglie si valuteranno di più i rametti), senza difetti evidenti come ferite sul fusto, essudati, con una buona forma e con rami ben distribuiti nella chioma.

Scegliere le piante per il giardino

Per chi vorrà avere un giardino a pronto effetto, la spesa sarà maggiore perché l’acquisto di piante grandi comporterà un maggior esborso di denaro. Dal nostro punto di vista, consigliamo di acquistare piante piccole di 2-3 anni e magari in alcuni casi a radice nuda, che avranno una garanzia maggiore in termini di attecchimento e richiederanno per questo meno cure. Una pianta grande, al contrario, richiederà più oneri per la messa a dimora, più cure per l’attecchimento, eventuali concimazioni mirate, ma al tempo stesso darà un risultato quasi immediato del giardino finito. A voi la decisione!

Nella scelta delle piante da giardino si dovranno considerare diversi parametri principali: l’adattabilità della pianta al nostro terreno e al clima, i gusti personali, il momento di fioritura, il portamento, la resistenza a malattie, l’esposizione della pianta, la funzione della pianta, lo spazio a disposizione della pianta e delle radici, la sua qualità vivaistica e, non da ultimo, la grandezza che avrà a pieno sviluppo. Una cosa importante da considerare è la messa a dimora di piante autoctone, che cresceranno meglio e con meno problematiche di gestione o comunque da alternare a specie esotiche.

Messa a dimora delle piante

Veniamo ora alla parte pratica! Per la messa a dimora si prepareranno già in anticipo le buche, che dovranno essere indicativamente 3-4 volte più grandi rispetto alla radice o pane di terra della pianta da mettere a dimora. Nel momento della messa a dimora della pianta, o qualche tempo prima, si mettono nella buca, più precisamente nel punto in cui andranno adagiate le radici, del letame bovino maturo (pollina, equino), pellettato o concimi ternari, interponendo fra le radici e lo stesso uno strato di materiale drenante (ghiaia, argilla espansa, ecc.). Si procede ponendo la pianta nella buca, facendo in modo che sia alla giusta profondità.

Per valutare la giusta posizione, nel caso in cui la pianta fosse inizialmente in un vaso, occorrerà piantarla alla stessa profondità in cui si trovava nel vaso; mentre, se a radice nuda, si opererà mettendola con le radici più alte circa 10-15 cm sotto terra o comunque rispettando la profondità di quando la pianta era in vivaio. Questa si riconosce dal cambiamento di colore del fusto e questo è l’indicazione di dove arrivava il terreno. Prima di mettere a dimora le piante a radice nuda, ma in alcuni casi anche quelle con pane di terra, si consiglia di tagliare un po’ tutte le radici per favorire l’emissione delle nuove radichette.

Messa a dimora delle piante in giardino

Una volta messa a dimora la pianta, si procederà a coprire la buca con il terreno, meglio se con terreno utilizzato per rinvasare i fiori o comunque con una parte di questo, per favorirne l’attecchimento. L’utilizzo del terreno per fiori sarà importante nel caso in cui il nostro terreno sia molto pesante, argilloso o limoso. Nel coprire si andrà a lasciare una leggera conca vicino alla pianta, per procedere poi all’irrigazione.

Di solito si effettuano 1-2 irrigazioni abbondanti, per far aderire bene il terreno alle radici e per soddisfare le esigenze idriche di post-trapianto. Molto spesso, soprattutto se si tratta di piante medio grandi o alte, bisogna predisporre dei tutori per sostenere la pianta.

Seminare il prato

Una volta messe a dimora le piante, si procederà con il completamento degli impianti di irrigazione, con la creazione delle aiuole, delle bordature, con l'installazione dell'illuminazione da giardino, con la semina del manto erboso e la collocazione degli arredi. Il manto erboso dovrà essere seminato in primavera o in autunno, in base al seme scelto. Se si vuole avere invece il manto erboso in meno tempo, si potrà acquistare il prato a rotoli e poi stenderli nel terreno.

Per avere un buon prato all’inglese bisogna avere una superficie piana, ben drenata, preferibilmente con un’esposizione a sud o sud-ovest, un terreno profondo, una struttura del terreno non compatta, una buona dotazione di sostanza organica e un pH tendente al neutro. Esistono tuttavia in commercio specie di semi che si adattano bene anche a prati ombrosi o parzialmente ombrosi.

Una volta livellato il terreno con le giuste pendenze, si procederà facendo una concimazione di fondo con concimi ternari complessi contenenti anche elementi secondari e microelementi, e si preparerà il letto di semina con una fresatrice. Fatto questo, si eliminano eventuali corpi estranei (sassi, pietre, ecc.) e si renderà la superficie piana, utilizzando un rastrello manuale per creare dei piccoli solchi adatti ad ospitare il seme.

Si procede a seminare a spaglio, magari mescolando sabbia al seme per riuscire a spargerlo in modo più omogeneo, o con l’utilizzo di seminatrici meccaniche. Per il quantitativo di seme da utilizzare, rispettare le indicazioni riportate nell'etichetta.

Seminare il prato

Una volta seminato, si potrà rastrellare ancora il terreno per favorirne l’interramento del seme, o rullarlo leggermente se necessario e se particolarmente asciutto. Una volta seminato, si procede a leggere ma frequenti irrigazioni (1-2 al giorno alla sera se molto caldo) per evitare costipamento. Questo va fatto fino alla corretta nascita delle piantine, diminuendo poi le frequenze delle irrigazioni.

Una volta che il nostro prato sarà cresciuto, si andrà a tagliarlo le prime volte non troppo corto, raccogliendo l’erba e arrivando poi normalmente al taglio di massimo 2/3 della lamina fogliare. L’irrigazione del giardino dovrà essere fatta verso sera, di norma si considera una buona irrigazione quando l’acqua ha raggiunto i 15-20 cm di profondità.

Queste considerazioni dovrebbero esservi utili per capire quali sono i passaggi fondamentali nella progettazione di un giardino e nella sua successiva realizzazione. Ora non vi resta che mettervi all’opera! Buon lavoro!

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