Coltivare cetrioli: come, quando e dove piantarli

17 Giugno 2021
Coltivare cetrioli: come, quando e dove piantarli

Il nome botanico del cetriolo è cucumis sativus e a volte lo sentiremo chiamare anche cocomero. Infatti, della sua stessa famiglia fanno parte zucchine, meloni e angurie.

Il cetriolo è uno degli ortaggi dell’estate e difficilmente manca nelle nostre tavole durante i mesi più caldi. Ricco d’acqua, di vitamina C e di sali minerali, è buono sia fresco che sottaceto. In un’insalata a pranzo o con delle uova sode sotto l’ombrellone al mare, ci disseta e idrata e, se sminuzzato nella salsa greca, accompagna bene anche le carni bianche o alla griglia. 

Coltivare cetrioli nell'orto domestico è piuttosto facile. Basta preparare bene il terreno in un posto soleggiato, annaffiarlo con molta acqua e creare lo spazio sufficiente per farlo crescere bene in altezza, essendo la sua pianta una rampicante.

Come coltivare i cetrioli: la lavorazione del terreno

Il cetriolo è una pianta che soffre il freddo e gli sbalzi termici, invece ama il caldo, il sole e le temperature elevate. Per coltivarlo quindi è fondamentale che la temperatura sia stabile e non scenda mai al di sotto dei 15 gradi. Il periodo giusto per piantare cetrioli nel nostro orto è nei mesi primaverili, che vanno da aprile a giugno, quando le temperature minime, comprese quelle notturne, sono abbastanza temperate. 

La preparazione del terreno è la prima cosa da fare: il cetriolo ha bisogno di un terreno ricco, soffice e drenante, per questo la lavorazione della terra è fondamentale per la messa a dimora della pianta. Si deve preferire un terreno friabile e fresco, vangato e zappato, che permetta l’assorbimento dell’acqua ma non il ristagno.

Per piantare i cetrioli è importante rispettare uno spazio abbastanza ampio tra una pianta e l’altra perché, essendo una rampicante, tende ad essere abbastanza ingombrante. Possiamo considerare una distanza di 50 centimetri tra ogni pianta, valutando che per ognuna serve una buca di circa 30 centimetri che permetta la lavorazione in profondità delle radici. 

Una volta creata la buca e prima di mettere a dimora la pianta, si deve concimare bene il terreno con del fertilizzante di fondo, mescolando 1 kg circa di letame maturo di bovino e 5 centimetri di terra.

Lo stallatico pellettato è un ottimo sostituto nel caso in cui non si disponesse di letame, perché è adatto a tutto l’orto e totalmente naturale. Essiccato in pellet, oltre a nutrire il terreno, favorisce l’accrescimento delle difese immunitarie della pianta e tiene alla larga eventuali parassiti vegetali, dannosi per tutte le coltivazioni.

Il cetriolo ama particolarmente il potassio: se il terreno ne è carente, i frutti cresceranno con una forma irregolare, ingrossandosi in punta. Se invece il terreno fosse povero di azoto, i frutti cresceranno deformi al contrario. Per questo motivo è importante che il terreno sia ricco dei tre elementi: potassio, azoto e fosforo.

Dopo aver preparato la buca ed il fondo di fertilizzante, possiamo procedere alla messa in dimora della pianta, avendo prima liberato le radichette in modo da facilitarne la presa nel terreno. Il passo successivo è coprire bene la pianta con dell’altro fertilizzante e terra e finalmente abbondare d’acqua

La pianta di cetriolo ha bisogno di circa 2 litri d’acqua al giorno. Se non è ben annaffiata, il frutto risulterà amaro. Per rendere il terreno drenante (è importante che l’acqua non ristagni nel terreno o marcirà la pianta senza dare frutto), è consigliata la pacciamatura, cioè la copertura del terreno intorno alla pianta con del materiale naturale, come trucioli di legno non trattato o cenere, o con dei teli sintetici o in bio-plastica a fibre vegetali. 

In questo modo, oltre a proteggere la pianta dalle ghiotte lumache, favorirete il drenaggio dell’acqua nella profondità del terreno.

Attenzione a non bagnare però le foglie! Se è fondamentale avere un terreno ben annaffiato, è di altrettanta importanza lasciare asciutte le foglie. Queste infatti soffrono facilmente di patologie fungine, e inumidirle faciliterebbe il manifestarsi di queste malattie.

È possibile anche coltivare cetrioli in vaso e ovviamente coltivare cetrioli in serra. In entrambe i casi è fondamentale considerare lo spazio di cui necessita la pianta (quindi nel caso del vaso, che sia un contenitore di dimensioni importanti) e la sua crescita in altezza. Attrezziamoci di tutori adatti, come stecche o pali tra i quali tirare delle reti, così da favorire l’arrampicare della pianta e la sua espansione.

Potatura cetrioli: si taglia per crescere

Il cetriolo è una pianta piuttosto espansiva (caratteristica comune di chi è solare!) e per questo è utile la potatura, non tanto per cercare di “contenerla” ma al contrario, per favorirne la sua produttività. Se non si potasse, non darebbe frutto. 

La cimatura del cetriolo avviene dopo che nasce naturalmente la quarta o quinta foglia, andando a potarne la foglia apicale. Si creeranno così nuovi germogli nelle ascelle della foglia, che a loro produrranno il fiore (da impollinare) ed il frutto del cetriolo. 

Le malattie del cetriolo: come prevenirle e curarle

Per proteggere la pianta del cetriolo da eventuali malattie fungine, come la peronospora, è sufficiente un trattamento di rame nel terreno (ossicloruro), lasciando coperta la pianta per circa un mese.

Un’altra prevenzione utile è quella di trattare la pianta con del bicarbonato di potassio, aggiungendone 2 grammi circa in 1 litro d’acqua e spruzzandolo su terreno e foglie. In questo modo proteggerete la pianta anche dagli attacchi di insetti, come gli afidi o il ragnetto rosso. 

Un altro trattamento per liberarsi di insetti, afidi e lumache è trattare la pianta con il sapone molle potassico o il piretro verde, degli insetticidi completamente naturali e non dannosi per il terreno.

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